Si racconta che in Val Canali (Trentino), nelle vicinanze del laghetto Welsperg, un tempo vivessero tre Guane, chiamate le Guane del Laghetto, fantastiche creature dai lunghi capelli biondi e capaci di ammaliare i viandanti con modi gentili e ottimi manicaretti, tanto che questi tornavano continuamente al laghetto per incontrarle.

Da questa leggenda nasce la storia di tre sorelle venete, Marta, Clara e Giovanna, che hanno sfidato gli eventi difficili della loro vita con il coraggio delle idee.

Clara, Marta e Giovanna al bar Le Guane del Laghetto

Siamo nel 2017. Due delle tre sorelle sono in un momento particolare della loro vita: Marta, 56 anni, lavora nell’agroalimentare, in una latteria che produce latticini, formaggi, burro e panne cotte e vive una crisi di coppia che culminerà con una separazione. Clara è un’impiegata di 50 anni che lavora da 22 anni nel settore dei vetri di sicurezza e si trova in un momento di grande incertezza lavorativa, con il rischio di perdere la stabilità raggiunta dopo tanti anni.

Le due sorelle decidono di passare diversi giorni nella fantastica valle del Primiero, un posto che è una sorta di paradiso e che conoscono bene perché da bambine ci passavano le loro vacanze estive insieme ai genitori.

E’ lì che ritornano, insieme a Giovanna, la terza sorella, per festeggiare l’importante genetliaco di Clara. In quella valle non solo ritrovano i loro più cari ricordi, ma anche il coraggio di ricominciare una nuova vita. Girando per i posti fantastici hanno un’idea: diventare imprenditrici, avviare una propria attività e vivere quel territorio che tanto amano, per prendersi cura della propria anima. Le sorelle hanno sempre avuto una passione per la cucina, tanto da avviare un progetto di “cuoche a casa vostra”, cucinando nelle case di quelle persone che volevano mangiare bene e nello stesso tempo non allontanarsi dal loro ambiente.

Inizia così un periodo intenso alla ricerca del posto giusto, un po’ magico, dove poter realizzare il loro sogno, dare vita a quell’idea che, pur essendo considerata folle da diversi amici e parenti, rimane sicuramente coraggiosa. Tutto questo non è facile, anzi molto difficile. I posti che appaiono più carini costano tanto, occorre ristrutturarli, alcuni sono troppi grandi, altri troppo piccoli. C’è sempre un troppo di troppo. Alcuni hanno barriere architettoniche e non si prestano alla loro idea di ospitalità, altri sono troppo umidi e freddi e non sarebbero accoglienti per ospitare persone. Insomma tante difficoltà, tanti ostacoli a quello che vogliono fare. Spesso litigano tra loro, hanno idee diverse, punti di vista contrastanti e, a un certo punto, cominciano ad avere bisogni diversi.

Si scoraggiano? Certo! E tante volte! Ma non mollano mai, perché le loro idee sono il loro coraggio.

Un giorno, quasi per caso, un’amica suggerisce loro di andare a visionare un bar, perché i proprietari hanno intenzione di cedere la proprietà. E così si trovano al “Bar del Laghetto”, una bella baita che si specchia sul laghetto Welsperg e ha come sfondo delle montagne meravigliose, “ Le Pale di San Martino”; punto di sosta dopo il giro del lago o punto di partenza per avviarsi verso i sentieri nei dintorni.

E da lì inizia la magia.

L’autunno al laghetto Welsperg

Fuori era brutto, una di quelle giornate che costituiscono il preludio all’ondata di gelo e neve. Marta e Clara sono accomodate nel tavolo che è nella posizione più alta del locale, così da poter percepirne ogni immagine, suono e odore. Guardavano la pioggia battere alla finestra. Il laghetto Welsperg si intravedeva appena attraverso i vetri rigati dalla pioggia battente; il calore vero di quel posto rendeva l’atmosfera fantastica. Marta ha guardato Clara ed ha esclamato: “questo è il nostro posto!”. E sono scoppiate in una risata.

Ha inizio un lungo periodo alle prese con le difficoltà tipiche delle neo imprenditrici, come la ricerca di contributi o di fonti di finanziamento, l’iscrizione ai registri per la somministrazione di alimenti e tutta la burocrazia tipica del nostro Paese. Hanno cercato professionisti come geometra, commercialista, architetto, ecc…. In principio venivano guardate con titubanza per la loro non giovane età e inesperienza nel settore, quasi come se fossero delle pazze, ma presto gli interlocutori leggevano nei loro sguardi i sogni che portavano dentro e la loro determinazione e quasi scattava un meccanismo di aiuto o addirittura protezione nell’interlocutore.

Dopo mille e più difficoltà, ad un certo punto avvertono una sensazione di facilità, tutti i pezzi del puzzle si sistemano e prendono il proprio posto. E così il 18 aprile del 2018, Marta e Clara e con l’aiuto della terza sorella Giovanna, che le segue e le sostiene dall’Umbria (dove abita), inaugurano la loro attività. In Val Canali è il giorno della “Festa di Primavera”, che segna anche la loro rinascita e l’inizio della nuova attività che chiamano “Bar le Guane del Laghetto”, dedicandola alle fatine, perché, come le Guane, le tre sorelle vogliono dare ristoro e allietare i viaggiatori e le persone del posto.

Marta sta dietro il bancone e Clara è in cucina, mentre Giovanna aiuta con i clienti. All’inizio era tutto nuovo, non sapevano fare il caffè, la schiuma del cappuccino era una sconosciuta. Ma hanno imparato presto, anzi prestissimo. Saranno state aiutate dalle Guane? Boh, chi può dirlo.

Dopo tanti anni la vita le ha riportate lì, dove avevano passato parte della loro infanzia, quella più bella e spensierata delle vacanze.

Le tre donne sono arrivate in quel posto magico in punta di piedi, ma si sono integrate subito alle persone autoctone. Oggi hanno tante amiche e amici che le aiutano a tagliare l’erba, la legna e in tutti quei lavori più pesanti.

Lì al bar conoscono tante persone, ascoltano storie di persone comuni. I viaggiatori arrivano alla baita e si rilassano, trovano ad aspettarli un panorama fantastico, sia d’estate con il laghetto che permette di bagnarsi, pescare e prendere il sole, sia d’inverno con la soffice neve.

Bar le Guane del Laghetto innevato

Spesso al bar si presentano anche personaggi noti del mondo della cultura e spettacolo. Lo scorso anno hanno girato nella valle alcune scene del film “Chiara Lubich – L’amore vince tutto” e gli attori si sono rifocillati al bar. Alla domanda: “lo rifareste?”, le tre sorelle rispondono all’unisono ancora una volta: “certo che sì!”. É stata una rinascita, nonostante le difficoltà e la stanchezza: non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni. E le sorelle sono rinate grazie al coraggio delle idee, tirando fuori una forza che non sapevano di avere. Certo ricominciare da “grandi” non è stato facile, ma loro ce l’hanno fatta perché non erano solo sole, sono sorelle e hanno affrontato insieme i cambiamenti e le sfide a cui la vita le ha sottoposte.

E ora sono soddisfatte perché hanno finalmente realizzato quello che in fondo desideravano fin da piccole. La baita sa di casa e si respira una calda atmosfera di famiglia, con persone che amano ascoltare e preparare manicaretti per i turisti che tornano sempre in quel posto per incontrarle, proprio come i viandanti con le Guane del Laghetto.

Il coraggio delle idee

2 pensieri su “Il coraggio delle idee

  • 03/02/2021 alle 09:54
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    Che dire … una vittoria per noi donne …
    Una storia bellissima…
    Orgogliosa di esser compaesana e amica di queste splendide sorelle che ci dimostrano che tutto è possibile … basta crederci .
    ????

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    • 04/02/2021 alle 20:37
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      Ciao Francesca,
      proprio vero. Anche noi abbiamo raccontato con orgoglio questa bella storia. Grazie a Marta, Clara e Giovanna che sono un esempio per tante altre persone
      Ah, dimenticavo…se ti è piaciuta la storia, metti anche un mi piace alla pagina facebook di storiecomuni e iscriviti alla nostra newsletter per leggere altre storie 😉

      Rispondi

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