Sordo da quando aveva 3 anni. All’età di 72 anni comincia la storia di Mimmo e del suo orecchio bionico. Per lui inizia una seconda vita che affronta la sua storia con grande coraggio.

Mimmo, 72 anni, il primo suono che ha sentito nella sua vita è stato lo squillo di un cellulare. La sua rinascita, come dice lui: “è stata a 72 anni con lo squillo di un telefono”

Facciamo un passo indietro

In seguito a una meningite all’età di tre anni Mimmo perde gran parte dell’udito, il suo orecchio non sente i suoni e nel corso degli anni diventa “il sordo”.
Vive così la sua vita di lotta continua tra la sfortuna di non sentire e la consapevolezza di essere un miracolato: i bambini che nel 1949 contraevano questa terribile malattia, nella normalità, morivano.
Un suo grande dispiacere, non poter studiare. Siamo negli anni ’50, la lingua dei segni non è diffusa, le scuole non hanno quello che ora è un diritto consolidato, il sostegno a scuola. Ed è così che il piccolo Mimmo è impossibilitato a frequentare la scuola e studia a casa con l’aiuto di insegnanti privati. Crescendo inizia a fare apprendistato presso vari artigiani e imparare i mestieri più disparati, dall’elettricista al falegname. Eh sì, lui ha una gran forza e anche tanto coraggio.
Impara da solo quella che diviene la sua chiave di accesso al mondo esterno, la lettura delle labbra.

Torniamo a oggi

Lui non solo non è morto di meningite, lui ce l’ha fatta e ha avuto una seconda possibilità: la sua personale rinascita.
A 72 anni, in un piovoso giorno di gennaio, gli prospettano l’istallazione di un impianto cocleare, comunemente chiamato “orecchio bionico”. Iniziano così mesi di visite specialistiche ed esami, ore passate nelle sale di attese degli ospedali, luoghi dove passa davanti tutta la sua vita precedente e i progetti per quella futura, qui ansie, paure e speranza prendono il posto della rabbia e danno un senso a tutto quello che è accaduto e che accadrà. Inizia da qui la storia dell’orecchio bionico di Mimmo.

Incertezze, tante incertezze

Si potrà fare l’operazione? Solitamente l’orecchio bionico non viene fatto a persone che hanno perso l’udito a causa della meningite perché questa comporta nella maggioranza dei casi un’ossificazione ossea della coclea, che è una componente interna dell’orecchio necessaria per l’installazione dell’impianto. Quindi si aspetta intrepidamente il risultato di esami come tac, radiografia, ecografia e chi più ne ha più ne metta. Viene rivoltato come un calzino da medici e infermieri.
E poi le domande classiche che attanagliano le persone a cui si prospetta un’operazione: ci sarà una storia per l’orecchio bionico di Mimmo? E se dovesse andare tutto male? Che rischi ci sono? Cosa sarà del mio orecchio?
Tante, tante e tante le preoccupazioni.

Finalmente il nuovo orecchio bionico

E così arriva giugno, con l’estate, il sole e le lunghe giornate di luce si avvicina il giorno dell’operazione che Mimmo affronta la sua storia con grande coraggio. Lo chiamano in reparto il “vecchietto” perché nella normalità questo tipo di operazione viene eseguita ai bambini. Lui è un caso particolare, ha una grinta in più.
E dopo l’operazione, a fine luglio l’attivazione dell’impianto. Mimmo ha finalmente il suo orecchio bionico. Ora tutto è pronto. Comincia anche il percorso di logopedia e di stimolazione sonora dell’orecchio. Ora il suo cervello deve risvegliarsi e imparare prima a riconoscere e poi a percepire i suoni.

Hai mai sentito lo squillo di un telefono?

E ritorniamo così allo squillo del cellulare, il primo suono ascoltato. Poi ci sono il cinguettio degli uccellini, lo scorrere dell’acqua, e dopo semplici parole come papà, nonno, amore, ti voglio bene.
Piano piano riacquista gran parte del suo udito, partecipa alle conversazioni di gruppo e inizia a utilizzare il telefono sia per ascoltare musica sia per parlare al telefono. Una grande conquista!

Al suo compleanno, ai 73 anni, la torta riporta la candelina con il numero di anni anagrafici che compie e la foto del giorno dell’operazione con i suoi nipoti perché, come dice lui stesso, “sono nato due volte, una prima volta 73 anni fa e una seconda lo scorso anno – quando è cominciata la mia storia con l’orecchio bionico – e da quel giorno il suono più dolce ascoltato è la voce dei miei nipoti”.

di Emiliana Renella

La storia di Mimmo e del suo orecchio bionico

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