Questa é la storia di Mauro Pallotta, in arte Maupal: un artista romano che ama la sua origine popolare e la socialità del suo quartiere, mantenendo sempre uno sguardo aperto verso il mondo. Le sue opere, pittura e steet art, si rivolgono alle persone comuni ma anche ai potenti, a cui parla con il pennello della satira.

I personaggi della street art di Maupal

Con la street art ha portato nelle strade un’inedita Regina Elisabetta, mentre fa yoga e beve tè durante la potenziale uscita della Scozia dal Regno Unito o per la Brexit; un buffo Trump con la sua proverbiale scapigliatura che diventa un fungo atomico; la signora Merkel in versione dominatrice, con il frustino in mano, che schiaccia Italia e Grecia mentre stringe il lato B di Francia e Spagna. Il premier italiano Giuseppe Conte nei panni di un elegante ginnasta che, con grande forza, mantiene l’equilibrio appeso a due anelli. E poi c’è SuperPope – Papa Francesco – a cui ha dedicato diversi dipinti, dal giocherellone che vince a tris riuscendo a inserire il terzo simbolo consecutivo della pace, fino al Papa affacciato ad una finestra che con semplicità lancia una ciambella di salvataggio a tutti quelli che vogliono raccoglierla.

Uno degli artisti più importanti al mondo

Tutto quello che ci resta, oggi, delle opere di Maupal è solo residuale, la maggior parte è stata rimossa, o meglio, censurata. E questo sembra davvero incredibile, perché dell’arte di Maupal hanno parlato i giornali di tutto il mondo.
Artnet, il prestigioso magazine newyorkese, ha classificato Mauro Pallota tra i 30 più importanti e influenti artisti di strada attribuendogli il 21° posto. Nella stessa classifica compaiono i nomi di Bransky, Justin Bettman, Blu e altri ancora.
In Australia, Stati Uniti ed Europa, una ventina di studenti hanno svolto una tesi di laurea sulle sue opere. Il Wall Street Journal l’ha definito “artista del trapasso dalla pittura alla scultura”. Eh sì! Perchè nelle sue opere ci sono entrambe, le sue tavole e le sue tele contengono sia pittura che scultura. Pensa che stranezza! O dovremmo dire: che genio? Per le sue sculture Mauro Pallotta utilizza ogni materiale, meglio se ricicliato. Ha utilizzato lana e tappi di sughero, vetro e plastica, ma principalmente dipinge con gli smalti sulla lana d’acciaio. Mentre per la sua street art sceglie spesso carta e colori naturali e questo ci racconta il suo sguardo attento alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente in cui si muove.

La vita di Mauro Pallotta

I parenti scoprirono il talento di Maupal all’età di 5 anni, quando prese a disegnare le rughe del nonno. Ruga dopo ruga era riuscito a fare apparire il viso, perfettamente riportato su carta, un artista che non si aspettavano! Così Mauro si è appassionato alla pittura e per esercitarsi utilizzava le figurine dei calciatori cercando senza soluzione di continuità di copiare i volti degli atleti.
Ci sono bambini che riempiono album, altri che le utilizzano per giocare o se le scambiano, per lui ogni figurina diventava uno strumento per esercitarsi e migliorare la tecnica. 
Si è indirizzato verso gli studi artistici, fino ad iscriversi all’Accademia della Belle Arti di Roma. Terminati gli studi, per vivere si ingegnava nei lavori più disparati: traslocatore, lavapiatti, cameriere, ecc. Era troppo difficile vivere di cultura ed arte, almeno agli inizi.

L’inizio della carriera di artista

Proprio nel ristorante in cui lavorava come cameriere, si è manifestata la sua prima vera opportunità di “carriera” da pittore: non solo ha avuto l’opportunità di esporre le sue opere, ma queste vennero apprezzate, vendute, raccontate, conosciute. Dalla sua arte cominciarono ad arrivare guadagni, ma era ancora poco per riuscire a dedicarsi a pieno alla sua passione. 

Persone che lasciano il segno

Un giorno al ristorante entrò un cliente particolare, il Direttore di una Galleria d’Arte romana che notò subito il suo talento. E’ così che Maupal ha iniziato a collaborare con la Galleria. In quegli anni, utilizza per le sue opere una tecnica molto particolare, che arriva dal contatto diretto con il luogo dove vive: vicino casa sua, di sera, i ragazzi si ritrovano a giocare a carte per strada. A fine giornata abbandonano le carte da giuoco. Mauro le raccoglie e utilizza queste carte per costruire le sue opere, realizzandone una composizione bidimensionale. 
E, poi, il Papa. Sicuramente Papa Francesco è stato una persona molto importante nella crescita artistica di Mauro.

Maupal, la street art e SuperPope

Le rughe e il volto del Papa gli ricordano il nonno, figura di riferimento nella sua vita. Quando nel 2013 viene eletto questo Papa dal volto familiare, Mauro vede in lui un Potente buono che può cambiare il Mondo. Per questo gli dedica “SuperPope”, il murales che diventerà famoso in tutto il mondo, anche se viene rimosso poche ore dopo la sua apparizione con tutto il quartiere in “rivolta” per questa censura. Maupal lo racconta così: “ho voluto disegnare un Papa dal volto amico, un uomo comune con la pancetta, gli occhiali da vista e la passione per il calcio. Quest’ultima è rappresentata dalla sciarpa della sua squadra del cuore, il San Lorenzo de Almagro, che esce da una speciale borsa nella mano sinistra, con su scritto “valores” perchè in quest’uomo vedo una persona che può fare del mondo un posto migliore, sociale e sostenibile“.

La street art che si fa sentire…

Con questo murales il nome di Mauro Pallotta si fa sentire e ha inizio la popolarità di Maupal che riesce addirittura a consegnare una copia pittorica del murales al Papa in persona, che lo accoglie in udienza privata. 
La foto del “Superpope” viene successivamente adottata dal Pontefice e dalla Segreteria di Stato Vaticana che la trasforma nell’immagine di una maglietta, venduta in tutto il mondo per sostenere l’Obolo di San Pietro, cioè le attività della Chiesa in favore dei più bisognosi.

Mauro, l’artista di Borgo Pio

Maupal nonostante il successo è rimasto un uomo comune che ti accoglie con una bellissima frase: “un giorno prenderai un aereo che ti porterà molto lontano, ma ricorda che puoi e devi sempre tornare nell’aereoporto da cui sei partito”. Questa frase gli diceva il nonno quando era piccolo ed è diventata l’insegnamento che rispetta sempre. Nonostante i numerosi viaggi per il mondo, dove viene accolto da eroe visionario, Mauro rimane una persona semplice che torna sempre nel quartiere romano dove è nato, perchè rappresenta un posto particolare, un luogo dove si azzerano le distanze.

Da verticale a orizzontale

E’ questo Borgo Pio per Maupal e, nel bar dove ci siamo fermati a prendere un caffè, l’altra mattina Mauro mi raccontava che quel rione è un luogo dove al mattino fai colazione tra cardinali, attori, prostitute, studenti universitari, operai, professori, calciatori e mendicanti. Dove le distanze e le differenze si azzerano, ognuno trova il proprio posto e da personaggio diventa persona. Insomma, un posto dove le carte del mazzo si mescolano.

Oltre la censura

Per questo motivo uomini e donne sono i soggetti delle opere di Maupal. Perchè sono le persone che fanno la storia e hanno una storia da raccontare. Così tra i vicoli del Rione Borgo si possono vedere le sue opere dedicate ai personaggi del quartiere, un bambino che gioca a pallone, una panettiera al lavoro, un gatto distratto dalla tecnologia che guarda il “mouse” anzichè il “topolino”. Questa è la street art, sociale e popolare che resiste alla censura, come resiste il suo autore.

La sostenibilità della street art di Maupal

Mauro è un visionario che attraverso l’ossimoro grafico riesce a descrivere ciò di cui la nostra vita è piena: i contrasti e le differenze. Per ogni soggetto o tema che rappresenta cerca sempre di scovare degli elementi che possano arrivare a tutti, ai favorevoli e ai contrari, e per raggiungere questo obiettivo si serve di ironia e satira. 
Ama definirsi “un Pasquino dei nostri tempi”, il celebre personaggio del 1500 a cui è dedicata la più celebre “statua parlante” di Roma. Proprio come Pasquino utilizza la satira per esprimere sogni, idee o disagi delle persone e contribuire alla costruzione di un mondo più equo e sostenibile.

Se sei rimasto incuriosito dal talento di Maupal e vuoi approfondire?

Fino al 30 ottobre 2019, puoi recarti alla galleria PIAZZADISPAGNA9 e visitare la mostra “NO Borders” oppure cercalo su oppure cercalo su www.maupal.net e sui social: Facebook (Maupal) Instagram (@Maupa3000). 

di Emiliana Renella

Maupal, la street art sociale e popolare che parla ai potenti

2 pensieri su “Maupal, la street art sociale e popolare che parla ai potenti

  • 09/07/2019 alle 12:32
    Permalink

    Un articolo molto interessante su un personaggio non conosciuto quanto dovrebbe essere. Complimenti all’autrice per la scelta del soggetto e la chiarezza espositiva.

    Rispondi
    • 09/07/2019 alle 13:19
      Permalink

      Grazie Salvatore! Ti aspettiamo per le prossime storie 🙂

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *