Per Malala l'istruzione è l'unica soluzione
by Flickr: Junaidrao

“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa.” Questo è l’obiettivo per cui si batte Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace.

Sedersi sui banchi di scuola, leggere un libro, esprimere un’opinione sono diritti scontati per molti ma in realtà, sono ancora tanti gli angoli del mondo dove queste semplici azioni rappresentano un sogno che per alcuni sembra quasi irraggiungibile.  

La storia di Malala è una storia di coraggio, di lotta e di sfida contro il regime fondamentalista

Malala nasce a Mingora il 12 luglio del 1997. “Accogliere una bambina non è sempre motivo di festeggiamento in Pakistan”  ̶ afferma la giovane ragazza  ̶ tuttavia, suo padre era molto determinato nel voler offrire a lei, tutte le opportunità che un figlio maschio avrebbe avuto.

Malala era una ragazza normalissima che adorava andare a scuola

Frequentava la scuola fondata dal padre. Con l’arrivo dei talebani però tutto cambia. Gli estremisti prendono il controllo della sua città e iniziano a vietare molte cose come guardare la televisione o suonare la musica; impongono severe punizioni per coloro che si rivelano al sistema, e per le ragazze, il diritto allo studio viene messo in discussione. Ma lei non ci sta. Malala decide di sfidare apertamente quel regime nel quale non si riconosce parlando pubblicamente a nome di tutte le ragazze e del loro diritto allo studio.

Il regime seppur fondamentalista, non dovrebbe prendersela

In fondo sono solo frasi dette da una ragazza di 15 anni. Questa sarebbe stata la reazione che avrebbero avuto tutte le persone con un po’ di buon senso comune. Invece, dopo quel discorso, Malala diventa un bersaglio da colpire.

Nell’ottobre del 2012, al rientro dalla scuola, Malala viene gravemente ferita in testa con un colpo di pistola. Subito dopo viene trasferita in un ospedale di Birmingham dove verrà sottoposta a diversi interventi chirurgici e di riabilitazione.

Dopo questa tragica esperienza, Malala e la sua famiglia riniziano una nuova vita in Inghilterra. Niente è più come prima. La violenza subita, l’allontanamento forzato, la libertà che nel suo paese sembra svanire; rappresentano per Malala, i motori che la spingono ad andare avanti nella sua lotta per i diritti.

Il regime fondamentalista, attraverso le sue azioni, pensava di poter incutere terrore mettendo a tacere la voce di Malala. Oggi la sua voce è più forte di prima e rappresenta la voce di tante altre ragazze, che a differenza sua, non possono dire la loro.

Per Malala l’istruzione è l’unica soluzione

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